AquaRio ha ottenuto l'accreditamento dell'Associazione Latinoamericana di Parchi Zoologici e Acquari (ALPZA), riconoscimento internazionale concesso alle istituzioni che rispettano elevati standard di sicurezza, benessere animale, conservazione, educazione, sostenibilità e ricerca scientifica.
Il traguardo rafforza il posizionamento del più grande acquario marino del Sud America come istituzione impegnata non solo nella visita e nell'intrattenimento, ma anche nella protezione della biodiversità, nella produzione di conoscenza e nella sensibilizzazione della società sull'importanza degli oceani.
Secondo ALPZA, il processo di accreditamento prevede una valutazione approfondita delle istituzioni, che va dalla gestione e cura degli animali alla governance, alla cultura organizzativa e ai programmi sviluppati nelle aree di conservazione ed educazione.
Valutazione rigorosa delle procedure
Per ottenere l'accreditamento, AquaRio ha affrontato un dettagliato processo di revisione e ispezione. Sono stati valutati aspetti come le procedure interne, le infrastrutture, le pratiche di gestione responsabile degli animali sotto cure professionali, i programmi di conservazione, le iniziative di sostenibilità e le attività educative offerte al pubblico.
L'accreditamento rappresenta più di un sigillo istituzionale. Conferma che l'operatività dell'acquario è allineata a standard riconosciuti internazionalmente e che esiste un impegno permanente nel migliorare i processi, curare la fauna e contribuire alla conservazione della biodiversità.
Un acquario dedicato alla conservazione degli oceani
Situato nella Zona Portuale di Rio de Janeiro, AquaRio ha come pilastri la ricerca, l'educazione e la conservazione. L'istituzione sviluppa e partecipa a studi scientifici in collaborazione con università, centri di ricerca e altre organizzazioni. Tra le iniziative ci sono ricerche su coralli, cavallucci marini, squali, razze e altre specie.
Il lavoro comprende anche programmi dedicati alla riproduzione e alla conservazione di specie minacciate. Tra i risultati evidenziati dall'istituzione c'è la riproduzione sotto cure professionali della raia farfalla, specie marina nativa considerata minacciata.
La struttura ospita migliaia di animali
Con 26 mila metri quadrati di area costruita e circa 4,5 milioni di litri d'acqua, AquaRio ospita circa 10 mila animali di circa 350 specie diverse, distribuiti in ambienti progettati per rispondere alle esigenze degli animali e offrire un'esperienza educativa ai visitatori.
Tra gli spazi principali c'è la Grande Vasca Oceanica, conosciuta come Tancão, che permette al pubblico di osservare squali, razze e diverse specie di pesci. Un tunnel subacqueo offre un'esperienza immersiva e avvicina i visitatori alla diversità degli ambienti marini.
L'educazione come strumento di trasformazione
Uno dei principali obiettivi di AquaRio è stimolare il pubblico a conoscere la biodiversità marina per comprendere la necessità di preservarla. Le esperienze educative aiutano a presentare temi come l'equilibrio degli ecosistemi, le minacce alla vita marina, la conservazione delle specie e gli impatti provocati dall'azione umana sugli oceani.
Questo impegno acquista ancora più importanza di fronte alle sfide affrontate dagli ecosistemi marini, come l'inquinamento, la perdita di habitat, i cambiamenti climatici e la pressione su diverse specie.
Il riconoscimento rafforza la conservazione marina
L'accreditamento ALPZA rafforza il ruolo di AquaRio come istituzione dedicata alla cura responsabile degli animali e alla conservazione degli ecosistemi acquatici. Il riconoscimento evidenzia anche una trasformazione nella funzione svolta dagli acquari contemporanei: più che spazi espositivi, queste istituzioni possono agire come centri di ricerca scientifica, riproduzione di specie, formazione ambientale e supporto a progetti di protezione della biodiversità.
Il traguardo rappresenta un progresso importante per il settore in Brasile e dimostra che turismo, scienza e conservazione possono procedere insieme nella costruzione di un rapporto più consapevole tra società e oceani.
Di: Redação Mundo Mar
Foto: Divulgação







