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Un incendio distrugge il capannone di Maxi Dolphin e divora tre barche in costruzione

Le fiamme hanno travolto lo stabilimento di Erbusco, in Franciacorta, nella notte di lunedì. Cinquanta vigili del fuoco hanno lavorato fino all'alba, il tetto è crollato e un MD80, un MD75 e un MD51 Power sono andati perduti. Nessun ferito, e il cantiere ha già annunciato che riparte in un'altra sede.

Un incendio distrugge il capannone di Maxi Dolphin e divora tre barche in costruzione
Foto: Foto: Vigili del Fuoco

Un vasto incendio ha distrutto nella notte di lunedì 24 agosto il capannone produttivo della Maxi Dolphin, a Erbusco, in Franciacorta, provincia di Brescia. Il cantiere è uno dei nomi riconosciuti della costruzione in carbonio in Europa.

L'allarme è scattato intorno alle 22. Automobilisti in transito sull'autostrada Milano-Venezia, vicina al sito, hanno notato la colonna di fumo nero e hanno dato l'allerta. Le fiamme hanno superato i dieci metri di altezza ed erano visibili a chilometri di distanza.

L'intervento

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha impegnato squadre del comando di Brescia, con rinforzi da Bergamo e Mantova, per un totale di 50 unità e 13 mezzi.

Secondo il resoconto ufficiale dei vigili del fuoco, il lavoro è durato tutta la notte con due priorità: contenere l'incendio ed evitarne la propagazione a un'attività industriale vicina. Il tetto del capannone è crollato durante le operazioni. Domate le fiamme, sono iniziate la bonifica e la messa in sicurezza dell'area.

ARPA Lombardia ha seguito l'evento monitorando la qualità dell'aria. La preoccupazione ha una ragione tecnica precisa: la combustione di resina e fibra in composito libera sostanze che richiedono misurazione, ed è questo che distingue un incendio in un cantiere in vetroresina da un incendio industriale comune.

Non ci sono stati feriti. Le cause sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.

Cosa è andato perduto

Oltre alla struttura, tre imbarcazioni in costruzione sono state distrutte: un MD80, un MD75 e un MD51 Power.

L'MD80 è il caso più delicato sul piano contrattuale. La barca a vela era attesa in uscita a fine settembre, diretta a Marina di Ravenna. È un progetto ad alte prestazioni, con chiglia retrattile che varia il pescaggio tra 5 e 3,1 metri e doppio timone, pensato per conciliare crociera e regata.

L'MD80, la barca ad alte prestazioni attesa in uscita dal cantiere a fine settembre. Immagine di progetto: materiale stampa Maxi Dolphin
L'MD80, la barca ad alte prestazioni attesa in uscita dal cantiere a fine settembre. Immagine di progetto: materiale stampa Maxi Dolphin

Cosa rappresenta Maxi Dolphin

L'azienda è stata fondata nel 1987 da Vittorio Moretti e ha costruito in quasi quarant'anni una reputazione precisa: barche a vela e a motore su misura, in composito di carbonio, fino a circa 36 metri. Dal 2016 il marchio appartiene a MD Technologies, con la gestione affidata a Luca Botter, legato alla casa fin dalla fondazione, e la direzione tecnica di Giovanni Pizzati.

A dare la misura della perdita è l'elenco degli studi che hanno firmato i progetti costruiti lì. Da Maxi Dolphin sono passati disegni di Germán Frers, Bruce Farr, Mark Mills, Luca Brenta, Bill Tripp, Finot-Conq e Roberto Starkel. L'MD75 Karma, di Mark Mills, è stato eletto miglior barca a vela del 2020.

E qui sta il punto che la cronaca tende a lasciare fuori. Il capannone di Erbusco contava circa 2.700 metri quadrati coperti e, al suo interno, un forno per compositi da 40 metri.

Un impianto di quelle dimensioni non si compra pronto. È l'elemento che consente di curare in un'unica operazione intere parti strutturali di uno scafo in carbonio, ed è esattamente ciò che separa un cantiere capace di costruire custom in carbonio da uno che affida la laminazione all'esterno. Aggiungi stampi, maschere e attrezzature accumulate in decenni, e si capisce perché un incendio in un cantiere di compositi sia più grave di quanto suggerisca il valore delle barche bruciate.

La ripartenza

La direzione dell'azienda ha reagito lo stesso giorno. In una dichiarazione alla stampa italiana, Luca Botter ha affermato che l'incendio ha fermato la produzione e ha portato un dolore immenso, ma che l'azienda riparte subito in un'altra sede, mantenendo le linee a vela e a motore.

È un segnale che conta per il settore. Le commesse di barche custom in carbonio comportano tempi lunghi, acconti e calendari di regata, e una decisione rapida sulla continuità produttiva è ciò che tiene in piedi i contratti.

L'evento in numeri

Incendio alla Maxi Dolphin
Datanotte di lunedì 24 agosto 2026
LuogoErbusco, Franciacorta, provincia di Brescia
Allarmeintorno alle 22
Impiego50 vigili del fuoco e 13 mezzi, da Brescia, Bergamo e Mantova
Barche distrutteMD80, MD75 e MD51 Power
Strutturacapannone di circa 2.700 m², con crollo del tetto
Feritinessuno
Monitoraggio ambientaleARPA Lombardia
Causasotto indagine

Di: Redação Mundo Mar

Foto: Foto: Vigili del Fuoco

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