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SEAQUIP trasforma Milano in un laboratorio dell'industria nautica e prepara un'edizione ancora più grande nel 2027

Creata per avvicinare cantieri, fornitori, ingegneri e sviluppatori, la fiera italiana mette componenti, digitalizzazione, nuovi materiali, propulsione efficiente e sostenibilità al centro degli affari.

SEAQUIP trasforma Milano in un laboratorio dell'industria nautica e prepara un'edizione ancora più grande nel 2027
Foto: Divulgação SEAQUIP

Le grandi fiere nautiche hanno di solito le imbarcazioni come protagoniste. SEAQUIP è nata con una proposta diversa: mostrare tutto ciò che sta dietro alla costruzione, all'operatività e all'evoluzione tecnologica di una barca.

Invece di concentrare la sua attenzione sui modelli esposti in acqua, l'evento riunisce produttori di componenti, sistemi di propulsione, elettronica, software, materiali, attrezzature di sicurezza, soluzioni per gli interni, marine, cantieri e operazioni di refit.

Dopo il debutto nel marzo 2026, alla Fiera Milano Rho, SEAQUIP ha già confermato la sua seconda edizione per il 2, 3 e 4 marzo 2027, di nuovo a Milano. L'organizzazione presenta l'appuntamento come una piattaforma esclusivamente B2B, rivolta ai professionisti che progettano, costruiscono, equipaggiano, mantengono e gestiscono imbarcazioni.

Una fiera creata per la filiera

SEAQUIP nasce in un momento in cui l'industria nautica ha bisogno di integrare diverse aree di conoscenza. Un nuovo yacht non dipende più solo da scafo, motorizzazione e finitura. Incorpora software, automazione, gestione energetica, connettività, intelligenza di bordo, nuovi materiali e sistemi in grado di seguire l'intero ciclo di vita dell'imbarcazione.

È proprio su questo punto che l'evento intende distinguersi. La proposta non è solo presentare prodotti finiti, ma avvicinare cantieri e fornitori già durante le fasi di ricerca, sviluppo e ingegneria.

La prima edizione ha riunito oltre 160 espositori di 13 Paesi, secondo le informazioni diffuse prima dell'apertura dell'evento. Dopo i tre giorni di programma, l'organizzazione ha comunicato di aver registrato più di 3 mila ingressi di professionisti del settore. Più della metà degli espositori avrebbe confermato l'interesse a tornare all'edizione successiva.

Il risultato ha contribuito a consolidare l'idea che in Italia ci fosse spazio per una fiera tecnica, specializzata e con un ambiente orientato agli affari tra aziende.

Propulsione ibrida e decarbonizzazione entrano nell'agenda

Tra i principali temi dibattuti nell'edizione di debutto ci sono stati i sistemi ibridi e la ricerca di alternative in grado di ridurre consumi, rumore ed emissioni.

Il programma tecnico ha presentato progetti sviluppati dal Gruppo Azimut Benetti in collaborazione con fornitori specializzati. Tra i casi c'erano il sistema operativo noto come Hotel Mode e una soluzione mild hybrid applicata all'Azimut 44M, oltre a un sistema ibrido integrato per il Benetti B.Neos 40M.

Sono stati discussi anche i carburanti alternativi e le diverse rotte tecnologiche per la decarbonizzazione degli yacht. Rappresentanti di RINA, Volvo Penta, VULKAN, mtu, MAN e della Superyacht Builders Association hanno partecipato al dibattito.

La discussione ha mostrato che non esiste un'unica soluzione pronta per tutta la flotta. Ibridazione, elettrificazione parziale, gestione intelligente dell'energia e carburanti alternativi dovranno avanzare in modo combinato, in base alle dimensioni dell'imbarcazione, al profilo d'uso e all'infrastruttura disponibile.

La stampa 3D inizia a guadagnare spazio nei cantieri

La fabbricazione additiva è stata un altro tema di rilievo. La stampa 3D sta smettendo di essere usata solo per creare prototipi per guadagnare applicazioni nella produzione di pezzi, stampi, componenti personalizzati e strutture dalle geometrie più complesse.

Secondo il programma tecnico di SEAQUIP, la tecnologia può ridurre le fasi produttive, eliminare la necessità di alcuni stampi tradizionali e ampliare la libertà dei progettisti. Apre inoltre la strada a componenti più leggeri, multifunzionali e prodotti su richiesta.

Per l'industria nautica, questa evoluzione può essere particolarmente importante. La costruzione di imbarcazioni comporta serie più piccole e un alto livello di personalizzazione, caratteristiche che rendono la fabbricazione additiva potenzialmente strategica per cantieri, aziende di refit e fornitori.

Oltre alla produzione di nuovi pezzi, la stampa 3D può aiutare nella sostituzione di componenti fuori produzione, riducendo le scorte e i tempi di attesa durante le manutenzioni.

La fibra di carbonio torna nel ciclo produttivo

Una delle soluzioni più rilevanti presentate nell'agenda della sostenibilità è stata il progetto FIB3R, di Herambiente, azienda del Gruppo Hera.

L'impianto è stato presentato come la prima unità europea in grado di rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale, recuperando proprietà di leggerezza e resistenza vicine a quelle del materiale vergine. Il processo può consentire il riutilizzo di rifiuti industriali e, in futuro, di materiali provenienti da imbarcazioni e componenti a fine vita.

Il riciclo dei compositi è una delle maggiori sfide dell'industria. Materiali come la vetroresina e la fibra di carbonio offrono peso ridotto ed elevata resistenza, ma hanno processi complessi di separazione e riutilizzo.

Trasformando parte di questi rifiuti nuovamente in materia prima, tecnologie come FIB3R possono aiutare a creare filiere più circolari e a ridurre la dipendenza da materiali completamente nuovi.

I foil lasciano le competizioni e avanzano verso altre imbarcazioni

La cosiddetta "frontiera del foiling" ha guadagnato spazio anche a SEAQUIP.

Rappresentanti di RINA, Ferretti Group, Sanlorenzo e Foiling Organization hanno discusso lo sviluppo degli aliscafi, i requisiti ingegneristici e gli aspetti legati alla certificazione di queste imbarcazioni.

La tecnologia utilizza superfici sommerse per sollevare parte o quasi tutto lo scafo sopra l'acqua durante la navigazione. Riducendo il contatto con il mare, i foil possono diminuire la resistenza idrodinamica e migliorare l'efficienza.

Dopo aver guadagnato visibilità nelle regate ad alte prestazioni, questi sistemi stanno arrivando a imbarcazioni da trasporto, barche elettriche e progetti da diporto. L'evoluzione, tuttavia, richiede nuove risposte in termini di stabilità, controllo, sicurezza, manutenzione e omologazione.

Digitalizzazione per seguire tutta la vita della barca

SEAQUIP non intende trattare la digitalizzazione solo come connettività o intrattenimento a bordo.

Alla prima riunione del suo Advisory Board, tenuta a giugno 2026, rappresentanti dei cantieri hanno discusso l'uso dei dati durante l'intero ciclo di vita di uno yacht. Tra le applicazioni ci sono la manutenzione predittiva, la gestione delle garanzie, la registrazione dei guasti, l'integrazione tra fornitori e la creazione di storici digitali per le future generazioni di imbarcazioni.

Queste informazioni possono permettere al cantiere di capire come funziona ogni sistema in condizioni reali. Sensori, software e piattaforme connesse iniziano a registrare consumi, ore di funzionamento, temperatura, prestazioni e necessità di manutenzione.

La barca smette di essere solo un prodotto consegnato al cliente e diventa una piattaforma capace di generare informazioni per operatori, produttori e team tecnici.

La discussione ha anche sottolineato la necessità di integrare i fornitori nei sistemi di ingegneria e produzione dei cantieri. Le aziende capaci di lavorare in modo connesso con piattaforme di progettazione, CAD e gestione industriale potranno ottenere un vantaggio nella filiera.

Interni responsabili e materiali più efficienti

L'innovazione è arrivata anche negli interni. Il programma del 2026 ha discusso come materiali, rivestimenti, isolamento termico, durabilità e processi produttivi possano ridurre gli impatti senza compromettere il comfort e la qualità richiesti nel mercato degli yacht.

La fiera ha riunito professionisti legati al design, all'architettura e allo sviluppo di superfici e finiture. L'obiettivo è stato mostrare che la sostenibilità non dipende solo dalla motorizzazione. È legata anche all'origine dei materiali, agli sprechi durante la produzione, alla manutenzione e alla possibilità di sostituire o riutilizzare i componenti.

Un altro punto dibattuto è stata l'evoluzione dei trattamenti di superficie e dei rivestimenti nautici. Nuove formulazioni cercano di aumentare la resistenza alla corrosione e all'ambiente marino riducendo l'uso di sostanze a maggiore impatto ambientale.

L'evento vuole collegare la nautica ad altre industrie

Uno degli aspetti più innovativi di SEAQUIP sta nel suo tentativo di portare tecnologie di altri settori dentro la costruzione nautica.

Automotive, aerospaziale, architettura, design, intelligenza artificiale, fabbricazione digitale e nuovi materiali possono fornire soluzioni non ancora pienamente adottate dai cantieri.

L'Advisory Board dell'evento riunisce rappresentanti di aziende come Azimut Benetti, Antonini Navi, Baglietto, Groupe Beneteau, Cantiere Rossini, Ferretti, Rio Yachts, Sanlorenzo, Solaris Yachts, Valdettaro Group e WOSA Yacht Refit & Survey. Il gruppo dovrà aiutare a orientare i temi e le priorità delle prossime edizioni.

Tra gli argomenti definiti ci sono digitalizzazione, innovazione, sicurezza, riduzione del peso, sostenibilità degli investimenti e sviluppo del cosiddetto smart yachting.

Le marine guadagnano spazio nell'edizione 2027

La seconda edizione amplierà la presenza di prodotti e servizi rivolti alle marine.

L'organizzazione ha già confermato nuovi spazi e soluzioni per i gestori portuali, comprese attrezzature per l'operatività, la manutenzione, la movimentazione e l'assistenza alle imbarcazioni. L'iniziativa avvicina ancora di più la fiera a tutta l'Economia del Mare, collegando industria, servizi, infrastrutture e turismo nautico.

SEAQUIP è entrata anche a far parte della International Federation of Boat Show Organisers come membro emergente. La federazione riunisce organizzatori di eventi internazionali come METSTRADE, boot Düsseldorf, Fort Lauderdale International Boat Show, Miami International Boat Show e IBEX.

Nel maggio 2026, l'evento è diventato anche partner tecnico del Salone Nautico di Venezia, rafforzando la sua presenza nel calendario nautico italiano.

Più di una fiera di componenti

SEAQUIP sta ancora costruendo la sua storia, ma la sua proposta indica un cambiamento importante nel calendario internazionale.

In un settore in cui le tecnologie sono sempre più integrate, i produttori non riescono a innovare in modo isolato. I cantieri hanno bisogno dei fornitori, i fornitori hanno bisogno di comprendere le esigenze dei progettisti e tutti devono seguire le trasformazioni ambientali, digitali e normative.

La fiera di Milano cerca di occupare esattamente questo spazio: essere un ambiente in cui un'idea possa trovare l'ingegneria, l'investimento e la collaborazione industriale necessari per arrivare in acqua.

La prossima SEAQUIP si terrà dal 2 al 4 marzo 2027, alla Fiera Milano Rho. La sfida ora sarà trasformare la buona prestazione del debutto in una piattaforma internazionale permanente per tecnologia, affari e innovazione nautica.

Di: Redação Mundo Mar

Foto: Divulgação SEAQUIP

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