La nautica mondiale ha appena raggiunto una pietra miliare. Il cantiere olandese Vitters ha varato Zero, una barca a vela di 68,9 metri presentata come la prima barca a vela al mondo concepita per navigare senza combustibili fossili. Ci sono voluti sette anni di sviluppo per arrivare a una barca di queste dimensioni che fa a meno del diesel.
Non è un dettaglio tecnico, è un cambio di mentalità. Per decenni, il vertice del mercato nautico è stato sinonimo di motori potenti e consumi elevati. Zero dimostra che è possibile unire le due cose che sembravano incompatibili: un megayacht a vela di lusso e un'operazione pulita.
Perché è importante
Un progetto così cambia l'asticella di ciò che è possibile. Quando un cantiere riesce a realizzare una barca a vela di quasi 70 metri senza dipendere dal combustibile fossile, mostra al resto dell'industria che la sostenibilità ha smesso di essere un discorso ed è diventata ingegneria applicata.
E Zero non è sola. La fascia alta del mercato sta sperimentando nuove forme di propulsione, come le celle a combustibile a metanolo che iniziano a comparire nei grandi yacht a motore. La strada è chiara: ridurre la dipendenza dal diesel senza perdere autonomia né comfort.
Il messaggio per il settore
La nautica di lusso è spesso la vetrina dove nascono le tecnologie prima di arrivare alle barche più piccole. È stato così con i materiali, con l'elettronica e con l'automazione, e tende a essere così con la propulsione pulita. Ciò che oggi è una barca a vela esclusiva di 68,9 metri può, domani, diventare una soluzione accessibile per l'intera filiera.
Per il Brasile, che vive un momento di espansione della flotta e di valorizzazione dell'economia del mare, seguire questo movimento è strategico. Il futuro del settore nautico passa dall'unire due parole che Zero ha già messo fianco a fianco: prestazione e responsabilità.
Di: Redação Mundo Mar
Foto: Divulgação / Vitters







