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Grecia e Svizzera conquistano i titoli del Mondiale Giovanile ILCA 4, con 448 velisti da 51 Paesi

Disputato nella baia di Aarhus, in Danimarca, il campionato ha incoronato Eleni Triantou e Leo Gosling. La classe d'ingresso della vela olimpica mostra perché è il maggiore vivaio di talenti dello sport.

Grecia e Svizzera conquistano i titoli del Mondiale Giovanile ILCA 4, con 448 velisti da 51 Paesi
Foto: Peter Brøgger / Divulgação ILCA

Si è concluso domenica, nella baia di Aarhus, in Danimarca, uno dei campionati che meglio traducono il futuro della vela mondiale. Il Mondiale Giovanile della classe ILCA 4 ha riunito 448 velisti da 51 Paesi, un numero che dà la dimensione della portata dello sport e della forza della sua base.

I titoli sono andati alla greca Eleni Triantou, campionessa mondiale femminile, e allo svizzero Leo Gosling, campione maschile. Due nomi che entrano nella lista dei giovani che si affermano a partire da questa classe.

La porta d'ingresso della vela olimpica

L'ILCA 4 è la più piccola delle versioni della barca conosciuta in tutto il mondo come Laser, e svolge un ruolo molto specifico: è da lì che entra chi vuole arrivare lontano nella vela. Lo scafo è lo stesso delle versioni maggiori, ciò che cambia è la vela, più piccola, adatta al peso e alla forza dei velisti più giovani.

Questo permette all'atleta di crescere all'interno della classe stessa, passando poi all'ILCA 6 e all'ILCA 7, entrambe olimpiche. In pratica, il Mondiale Giovanile ILCA 4 è dove si può vedere, oggi, chi probabilmente si giocherà una medaglia olimpica fra due cicli.

Perché 51 Paesi conta

Il numero di nazioni rappresentate è forse il dato più significativo del campionato. Una classe capace di riunire 448 giovani da 51 Paesi è una classe economica, accessibile e con regole stabili, che è esattamente la ricetta per formare velisti su larga scala.

È una lezione per qualsiasi Paese che voglia sviluppare la vela: allargare la base costa meno e rende di più che investire solo sulla punta della piramide. Senza una classe d'ingresso forte, non esiste una squadra competitiva dopo.

Il messaggio per il Brasile

Il Brasile ha una tradizione olimpica nella vela e una costa che pochi Paesi al mondo possiedono. Ciò che i grandi mondiali giovanili mostrano, edizione dopo edizione, è che il risultato di vertice nasce da un solido programma di base, con circoli, scuole di vela e calendario che funzionano insieme.

Aarhus, nella Danimarca diventata riferimento mondiale nella vela, è l'esempio di come una città possa organizzarsi attorno allo sport nautico e trasformarlo in identità e in economia. Il mare forma le persone prima di formare i campioni, ed è lì che tutto comincia.

Di: Redação Mundo Mar

Foto: Peter Brøgger / Divulgação ILCA

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